La crioconservazione ha senso solo se la rianimazione è davvero possibile. Non basta rispondere con un gesto vago e dire che «la tecnologia futura risolverà il problema»: bisogna pensare in modo concreto a cosa richiederebbe rianimare un paziente, a quale livello tecnologico servirebbe arrivare, a che tipo di danni andrebbero riparati e a quali meccanismi potrebbero davvero funzionare.
Confrontarsi con i requisiti tecnici e con l'incertezza sui tempi permette di farsi aspettative realistiche su quando la rianimazione potrebbe diventare fattibile e su quali condizioni dovrebbero verificarsi perché riesca. L'incertezza è reale, ma è un'incertezza delimitata, su cui si può ragionare con rigore.
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