La barriera sociale

Come parlare di crionica con chi è scettico

Dietro l’accusa che la crionica sia una truffa possono esserci dubbi scientifici, scarsa fiducia nell’organizzazione o valori personali diversi. Chiedi alla persona scettica che cosa ritiene disonesto, poi rispondi a quella specifica obiezione con dati concreti oppure riconoscendo apertamente ciò che ancora non sappiamo.

Lavoriamo nel campo della crionica, quindi puoi immaginare quante volte ci sentiamo dire che è una truffa.

A dire il vero, il sospetto lo capisco.

Paghi oggi per un servizio che verrà prestato soltanto dopo l’accertamento della tua morte, senza poter sapere se la criopreservazione consentirà mai di riportarti in vita.

È una proposta fuori dall’ordinario, che solleva interrogativi del tutto legittimi.

Se Tomorrow.bio promettesse di poterti riportare in vita in futuro, la critica sarebbe fondata. Ma quella promessa non la facciamo.

Il nostro documento di consenso informato chiarisce che oggi non è possibile rianimare una persona criopreservata, che le tecnologie necessarie potrebbero non essere mai sviluppate e che non disponiamo di basi attendibili per stimare le probabilità di successo.

L’incertezza, insomma, è reale.

Incertezza e frode però non sono la stessa cosa. Definire qualcosa una truffa significa ben più che dire «secondo me non funzionerà»: vuol dire sostenere che qualcuno inganni deliberatamente i clienti.

La distinzione sembra ovvia, eppure nelle conversazioni sulla crionica tende quasi sempre a perdersi nel giro di pochi minuti.

Chiedi all’interlocutore che cosa intende quando parla di «truffa»

Prima di difendere la crionica, fai una sola domanda:

Che cosa ti sembra esattamente disonesto?

La risposta conta, perché con la stessa parola le persone indicano obiezioni molto diverse fra loro.

Alcuni fanno notare che finora nessun essere umano criopreservato è mai stato rianimato. È vero: finora non è mai accaduto.

Altri sospettano che al sito non corrisponda alcuna attività reale. In questo caso il dubbio riguarda le attività svolte oggi da Tomorrow.bio, la cui esistenza può essere verificata.

Un’altra persona può fidarsi dell’organizzazione, ma ritenere che le possibilità di una futura rianimazione siano troppo scarse rispetto al costo. Qui il giudizio riguarda probabilità, denaro e valori personali.

E a volte «truffa» vuol dire soltanto: «Mi sembra strano e non ho voglia di pensarci».

Obiezioni così diverse richiedono risposte diverse.

Lo abbiamo constatato attraverso i racconti dei nostri membri sulle conversazioni con familiari e amici. Alcuni familiari mettevano in dubbio le basi scientifiche, altri temevano che l’organizzazione non durasse nel tempo, altri ancora reagivano soprattutto perché l’idea sembrava loro troppo lontana o difficile da accettare.

Obiezioni del genere possono condensarsi in un’unica frase, ma nascono da timori diversi.

Anche per questo serve a poco sommergere qualcuno con una decina di articoli scientifici. Se il vero timore è che l’organizzazione sparisca, uno studio sulla vitrificazione non affronta il problema sollevato.

Vale anche il contrario: la fotografia di un’ambulanza non dimostra che la medicina del futuro saprà riparare un cervello criopreservato.

Individua con precisione l’obiezione, poi rispondi soltanto a quella.

Non difendere una promessa che non abbiamo mai fatto

La parte più difficile di questa conversazione è tenere distinte tre affermazioni diverse.

C’è anzitutto un servizio che possiamo offrire già oggi: Tomorrow.bio pianifica l’intervento per ciascun membro, invia un’équipe sul posto e avvia la stabilizzazione dopo l’accertamento della morte.

Quando è possibile, l’équipe avvia sul posto il trattamento con crioprotettori, raffredda il paziente e ne organizza il trasporto al centro di conservazione a lungo termine in Svizzera.

Sono attività che svolgiamo già oggi e che possono essere documentate e verificate.

La seconda domanda riguarda la qualità della conservazione: in che misura i tessuti mantengono la propria struttura dopo l’ischemia, la perfusione, il raffreddamento e la conservazione a lungo termine? Per valutarla analizziamo i tempi delle procedure, i dati sul raffreddamento e le immagini ottenute con la tomografia computerizzata; quando il consenso informato lo prevede, esaminiamo inoltre piccoli campioni di tessuto al microscopio elettronico.

Questi controlli sono importanti, perché aver eseguito la procedura non significa necessariamente averla eseguita bene. Il nostro articolo sui controlli di qualità della criopreservazione spiega che cosa può rilevare ciascun metodo e quali aspetti, invece, non è in grado di valutare.

Resta infine la domanda sul futuro: la medicina riuscirà mai a riparare i danni, a curare la patologia che ha causato la morte e a riportare in vita la persona conservandone l’identità e le funzioni mentali?

Non lo sappiamo.

I dati disponibili oggi non devono essere presentati come una garanzia di ciò che sarà possibile in futuro. Ma ciò che non sappiamo sul futuro non impedisce di verificare quanto viene fatto oggi.

È qui che molti dibattiti diventano assurdi. Da una parte si presenta l’esistenza di una struttura operativa come prova della futura rianimazione; dall’altra si usa l’assenza di rianimazioni per negare che quella struttura svolga attività reali.

Nessuno dei due ragionamenti centra la questione.

La crionica è una scommessa: preservare l’informazione biologica potrebbe consentire alla medicina futura di intervenire su strutture che altrimenti andrebbero perdute. La sepoltura e la cremazione, invece, eliminano questa possibilità.

Chi è scettico può comunque concludere che non valga la pena tentare questa strada. È legittimo.

Due persone possono essere consapevoli delle stesse incertezze e giungere a conclusioni opposte. C’è chi può ritenere ragionevole sostenere il costo pur di conservare una possibilità, per quanto minima e non quantificabile, e chi preferisce impiegare quel denaro durante la propria vita.

Non si tratta necessariamente di un disaccordo sui fatti. Spesso riflette semplicemente una diversa gerarchia di valori.

Caricamento dello strumento interattivo…

Se il dubbio riguarda l’esistenza reale di Tomorrow.bio, non chiedere fiducia cieca: mostra il lavoro fatto.

La pagina dedicata alla documentazione pubblica raccoglie i resoconti degli interventi e i documenti destinati ai membri. I rapporti descrivono interventi di criopreservazione effettivamente eseguiti e segnalano gli eventuali problemi operativi e scostamenti dalle procedure previste.

Riteniamo importante questa trasparenza. Un’organizzazione interessata soltanto a dare di sé un’immagine impeccabile può limitarsi alle dichiarazioni ufficiali. Un’organizzazione che vuole migliorare deve invece rendere pubblico anche ciò che non ha funzionato come previsto.

È possibile verificare anche come vengono organizzati gli interventi, quali attrezzature vengono impiegate e con quali criteri valutiamo la qualità delle procedure.

L’intervento e la stabilizzazione non sono fantascienza: sono procedure concrete, eseguite da personale qualificato secondo protocolli definiti, con tempi e risultati misurabili.

La conservazione a lungo termine è altrettanto concreta.

La European Biostasis Foundation, un ente collegato a Tomorrow.bio, gestisce in Svizzera il centro di conservazione e ricerca. I suoi documenti di governance e i bilanci sono pubblici, e la struttura è operativa dal 2022.

Puoi consultare le informazioni sulla struttura e sul funzionamento dell’EBF. Neppure questi elementi dimostrano che la rianimazione sarà possibile: permettono soltanto di stabilire se esista davvero un sistema affidabile di conservazione a lungo termine.

La fiducia dovrebbe basarsi su elementi verificabili: contratti, personale, strutture, rapporti, organi direttivi, meccanismi di controllo e continuità operativa.

Non basta che qualcuno dica con sicurezza: «Fidatevi di noi».

Se qualcuno pone una domanda pertinente alla quale la nostra documentazione pubblica non risponde, riconosci apertamente la lacuna. A volte la risposta giusta è che dobbiamo pubblicare di più.

Riconoscere una lacuna non equivale ad ammettere una sconfitta: è ciò che ci si aspetta da un’organizzazione affidabile.

Non tutti gli scettici vogliono una risposta

C’è anche una realtà meno comoda da riconoscere: alcune persone non cercano davvero una risposta.

Chi è scettico in buona fede sa dirti che cosa lo preoccupa. La risposta può non convincerlo, ma almeno la conversazione può proseguire.

Diverso è il caso di chi ricorre allo scherno e usa la parola «truffa» soltanto per chiudere l’argomento.

Per capire se il confronto è in buona fede, basta chiedere all’interlocutore quali dati potrebbero fargli cambiare idea. Se la risposta è «Nessuno», non stai più discutendo sulla base dei fatti.

Fermati.

Non sei tenuto a fare di ogni cena, incontro o conversazione in ufficio un’occasione per promuovere la crionica. Di certo non ci aspettiamo che i nostri membri diventino promotori volontari di Tomorrow.bio.

La questione diventa più delicata quando la persona scettica è il partner o un familiare che potrebbe essere coinvolto dopo l’accertamento della tua morte.

In quel caso sarebbe auspicabile che condividesse la tua scelta, ma è indispensabile che ne comprenda almeno le conseguenze pratiche. Questa persona deve sapere che la procedura comincia soltanto dopo l’accertamento della morte, che Tomorrow.bio deve essere avvisata tempestivamente, che la copertura finanziaria deve essere già attiva e che i documenti necessari devono essere stati compilati.

Può continuare a pensare che tu abbia fatto la scelta sbagliata.

Può comunque riconoscere che la decisione spetta a te.

Se un familiare è apertamente contrario, il problema non è più quanto la crionica gli sembri insolita: la sua opposizione può compromettere concretamente la procedura.

I nostri articoli su come spiegare la crionica alla famiglia e su come prepararsi all’opposizione dei familiari affrontano questo problema in modo diretto.

Lo scopo di una buona conversazione non è ottenere approvazione, ma passare da un’accusa vaga a un dissenso espresso con chiarezza.

Se la persona scettica mette in dubbio un aspetto concreto del servizio, mostrale gli elementi che consentono di verificarlo. Se mette in dubbio ciò che potrà accadere in futuro, riconosci apertamente l’incertezza. Se comprende che cosa è verificabile oggi e che cosa resta incerto per il futuro, ma continua a ritenere che non ne valga la pena, accetta la sua posizione.

È un esito molto più onesto di una vittoria puramente retorica in un confronto che, in realtà, non riguarda i fatti.

In sintesi: chiedi alla persona scettica che cosa ritiene disonesto. Presenta elementi concreti sulle attività che Tomorrow.bio svolge oggi, spiega con chiarezza che cosa non sappiamo ancora e interrompi la discussione se l’interlocutore vuole soltanto deridere l’idea.

Per approfondire