Tomorrow Biostasis GmbH può fallire. Un sistema pensato per durare un secolo deve tenere conto della possibilità che ogni società operativa, prima o poi, cambi, si fonda con altre, si ristrutturi o cessi di esistere.
La domanda importante non è se un fallimento sia possibile, ma quali obblighi restino a carico della società in quel caso.
Per Tomorrow.bio la risposta cambia radicalmente a seconda che si tratti di un iscritto ancora in vita, di un paziente per il quale è in corso un intervento o di un paziente già affidato alla struttura di conservazione a lungo termine.
Il fallimento non cancella tutto in un istante
Le procedure di insolvenza servono a gestire la situazione di una società che non riesce a far fronte ai propri obblighi. L'insolvenza non comporta l'immediata perdita di tutto il personale, di tutti i contratti e di tutte le attrezzature.
Un amministratore può proseguire alcune attività, vendere beni, trasferire contratti o liquidare la società. L'esito dipende dalla normativa applicabile, dalle risorse finanziarie e dalla disponibilità di altre parti a stipulare accordi.
Nessuno può garantire in anticipo come verrebbe gestita un'eventuale insolvenza.
Si può invece stabilire in anticipo come tenere separati i beni che non devono entrare nel patrimonio della società.
Gli iscritti ancora in vita rischiano le maggiori interruzioni del servizio
Un iscritto ancora in vita dipende dalla società operativa per la disponibilità del personale e dei mezzi, l'intervento tempestivo, il trasporto e la procedura di crioconservazione.
Se Tomorrow.bio cessasse l'attività prima che l'iscritto avesse bisogno di assistenza, la polizza assicurativa resterebbe comunque valida alle condizioni previste dal contratto.
Ma la disponibilità di denaro, da sola, non basta a garantire la stabilizzazione o la perfusione. L'iscritto avrebbe bisogno di un accordo che preveda il subentro di un altro operatore oppure di un altro fornitore disposto e in grado di occuparsi dell'intervento.
Le condizioni, i prezzi, l'area geografica servita e le prestazioni mediche disponibili potrebbero essere diversi. Non si può garantire con decenni di anticipo che sarà disponibile un altro fornitore.
Per questo gli iscritti devono rendere facilmente accessibili i contratti, la documentazione relativa al finanziamento e le istruzioni mediche, seguendo le indicazioni riportate in documenti importanti da conservare.
La situazione più difficile è un intervento già in corso
Un fallimento durante un intervento sul posto o una procedura di crioconservazione creerebbe un problema più urgente di un fallimento durante l'attività ordinaria.
In quel caso, la possibilità di proseguire dipenderebbe dal personale sul posto, dall'accesso alle attrezzature, dalle autorizzazioni necessarie, dal coordinamento con le imprese funebri locali, dalla disponibilità di fondi per i pagamenti e dalla possibilità di completare il trasporto.
La separazione tra le organizzazioni non elimina la dipendenza da chi sta svolgendo l'intervento. La procedura richiede comunque un'équipe competente, pronta a intervenire.
Attrezzature di riserva, protocolli documentati e reti di partner riducono la dipendenza da singole persone, ma non permettono di sostituire dall'oggi al domani chi svolge gli interventi.
I pazienti conservati non sono patrimonio della società
Dopo il trasferimento alla struttura di conservazione a lungo termine, cambia la ripartizione delle responsabilità. Tomorrow.bio non possiede la struttura di Rafz e il paziente non fa parte del patrimonio della società operativa.
La Patient Care Foundation ha il compito di tutelare sul piano legale il corpo del paziente e il capitale destinato alla sua conservazione. EBF gestisce la struttura secondo quanto previsto dall'accordo per la conservazione del paziente.
Questi ruoli sono descritti nella pagina dedicata all'ecosistema di Tomorrow.bio e nell'accordo di conservazione a lungo termine, consultabile pubblicamente.
Questa separazione serve a evitare che i pazienti crioconservati e il capitale destinato alla loro conservazione rientrino nel patrimonio sul quale possono rivalersi i creditori della società operativa tedesca.
È quindi ragionevole concludere che il fallimento della società, da solo, non dovrebbe comportare l'immediata interruzione della crioconservazione o la rimozione dei pazienti dalla struttura.
Questo non significa che tutto resterebbe invariato. Potrebbe comunque essere necessario aggiornare i documenti, stipulare nuovi contratti e trovare personale con le competenze e i mezzi necessari per svolgere le procedure future.
PCF ha il compito di garantire la continuità della conservazione
Lo statuto di PCF dà priorità alla conservazione delle persone già in biostasi. Se fosse a rischio l'attività nel suo complesso, la conservazione della struttura neuronale avrebbe espressamente la priorità.
Lo statuto consente anche di affidare i pazienti a un'altra organizzazione idonea, trasferendole le relative responsabilità, i compiti di supervisione e i finanziamenti, quando questa soluzione offre maggiori garanzie per la loro conservazione.
La facoltà di trasferire queste responsabilità è essenziale per predisporre tutele in caso di fallimento. Un impegno senza scadenza non dovrebbe dipendere per sempre da un'unica società o da un unico fornitore del servizio di conservazione.
Resta da verificare, nel concreto, se esista un'organizzazione idonea a subentrare. La facoltà di trasferire i pazienti è utile, ma non basta se mancano organizzazioni in grado di accoglierli.
EBF continua a operare come ente separato
EBF è una fondazione svizzera con un proprio consiglio di fondazione, un patrimonio, una struttura e conti propri, soggetta a specifici obblighi di vigilanza.
Il suo statuto prevede finalità legate alla biostasi che non dipendono da Tomorrow Biostasis GmbH. In caso di scioglimento, il patrimonio deve andare a un'organizzazione svizzera esente da imposte con uno scopo simile.
I sistemi passivi ad azoto liquido della struttura lasciano agli operatori il tempo di intervenire in caso di molte comuni interruzioni del servizio, prima che la temperatura raggiunga livelli dannosi.
La conservazione richiede comunque rifornimenti settimanali, monitoraggio continuo dei livelli, approvvigionamento di azoto, manutenzione e intervento umano. I dettagli sono descritti nella pagina dedicata al sistema di conservazione tradizionale.
EBF riduce quindi la dipendenza dalla società operativa. Non elimina la dipendenza da una gestione istituzionale competente.
Tre scenari da considerare separatamente
Tomorrow.bio si ristruttura ma continua
Una ristrutturazione potrebbe consentire di mantenere il personale e i contratti adottando una diversa forma societaria. Per gli iscritti potrebbero cambiare alcuni aspetti amministrativi, mentre le procedure continuerebbero.
PCF ed EBF resterebbero soggetti giuridici separati e il loro patrimonio non confluirebbe automaticamente in quello della società ristrutturata.
Tomorrow.bio cessa l'attività lasciando il tempo di organizzare il passaggio a un altro operatore
La documentazione degli iscritti ancora in vita, le istruzioni relative al finanziamento, le attrezzature e i rapporti con il personale potrebbero essere trasferiti a un operatore subentrante, nel rispetto dei contratti, della normativa sulla privacy e degli accordi applicabili.
I pazienti crioconservati resterebbero affidati agli enti responsabili della loro tutela e conservazione, mentre si organizzerebbe il subentro di un altro operatore per svolgere le procedure.
Tomorrow.bio fallisce improvvisamente
Gli iscritti ancora in vita potrebbero ritrovarsi improvvisamente senza un servizio disponibile. I pazienti crioconservati godrebbero di maggiori tutele grazie alla separazione organizzativa, perché la loro custodia, il capitale destinato alla conservazione e la gestione della struttura fanno capo ad altri enti.
La separazione serve soprattutto a limitare le conseguenze di questo scenario. Limita le conseguenze del fallimento, senza eliminarle.
Restano alcuni rischi
La presenza degli stessi fondatori o amministratori in più enti può creare legami tra le rispettive gestioni. Una crisi di un fornitore può colpire più entità contemporaneamente.
Il capitale destinato ai pazienti può rendere meno del previsto. I costi di conservazione possono salire. I documenti possono essere incompleti e la legge può cambiare.
Questi rischi non significano che la separazione sia inutile. Spiegano perché, anche quando gli enti sono giuridicamente separati, restano importanti verifiche indipendenti, rendiconti pubblici, piani per il subentro di altri operatori e la disponibilità di personale e attrezzature di riserva.
Il ragionamento è approfondito in «Costruire organizzazioni pensate per durare».
In sintesi: il fallimento di Tomorrow.bio interromperebbe le attività e i servizi agli iscritti ancora in vita, ma i pazienti crioconservati e il capitale destinato alla loro conservazione sono affidati a enti separati. Questa separazione riduce il rischio, ma non garantisce che la conservazione possa proseguire indefinitamente.
Approfondimenti
