La crionica, detta anche biostasi o crioconservazione, è una procedura sperimentale utilizzata nei casi in cui la tecnologia medica attuale non è in grado di salvare un paziente, ad esempio in caso di cancro terminale. Questa procedura offre la possibilità di conservare il paziente dopo la morte legale, nella speranza che in futuro una tecnologia medica più avanzata consenta la rianimazione e il proseguimento della sua vita.
Al momento della dichiarazione di morte legale, un team specializzato in crioconservazione raffredda il corpo il più rapidamente possibile, fornisce ossigeno al cervello e sostituisce il sangue e l'acqua presenti nel corpo con un cosiddetto agente crioprotettivo per consentire un ulteriore raffreddamento senza congelamento. Il corpo viene quindi collocato in un contenitore di conservazione a lungo termine a -196 °C in azoto liquido presso la nostra struttura di crioconservazione in Svizzera. Non c'è alcun degrado o invecchiamento e, una volta che la tecnologia futura sarà abbastanza avanzata, potrebbe essere possibile rianimare il paziente.
Importante: la crioconservazione non è affatto una garanzia. Non possiamo ancora dire quando, o se, il risveglio dalla criostasi sarà possibile in futuro. L'unica affermazione certa che possiamo e vogliamo fare è che la probabilità è maggiore rispetto alle alternative, cioè la sepoltura o la cremazione. Prima di scegliere la crioconservazione è necessario un consenso informato approfondito.
Tomorrow.bio fondata nel 2020 dal dottor Emil F. Kendziorra (medico) e da Fernando Pinheiro (ingegnere) ed è il principale fornitore mondiale di servizi di crioconservazione. Con sede nel cuore dell’Europa, a Berlino, la nostra missione è semplice ma profonda: aiutare le persone a scegliere per quanto tempo vogliono vivere. La nostra visione è che questa scelta non debba dipendere dal luogo in cui si vive, dal proprio background o dalle risorse finanziarie. La crionica, chiamata anche biostasi o crioconservazione, è una procedura sperimentale nei casi in cui la tecnologia medica attuale non sia in grado di salvare un paziente, ad esempio in caso di cancro terminale. Questa procedura offre l'opportunità di conservare il paziente dopo la morte legale, nella speranza che in futuro una tecnologia medica avanzata permetta la rianimazione e la continuazione della sua vita.

La morte non avviene in un batter d'occhio, è un processo. La civiltà moderna e i progressi della medicina hanno reso sempre più comune distinguere tra definizioni legali, mediche e biologiche della morte, che si evolvono man mano che le nostre conoscenze avanzano. Progressi come la rianimazione cardiopolmonare (RCP) hanno portato a capire che ciò che un tempo era considerato irreversibile era, in realtà, solo una scoperta scientifica ancora da fare. Oggi la morte è vista come un processo in più fasi con molte possibilità di intervento e trattamento. Questa evoluzione ha portato i crionisti a sviluppare una comprensione "informatica" della morte:
Quando la materia organica viene mantenuta a temperature estremamente basse, può essere conservata per periodi di tempo molto, molto lunghi. Ma c'è un problema nel congelare un organismo in modo tradizionale: la sua struttura cellulare diventa vulnerabile a gravi danni causati dalla formazione di cristalli di ghiaccio all'interno delle cellule, il che può portare alla distruzione dell'intero organismo. Non congeliamo le persone, anche se le manteniamo a temperature incredibilmente basse. Le conserviamo invece utilizzando una procedura chiamata vitrificazione.
La biostasi si basa sul presupposto che non esistano leggi o principi biologici noti che impediscano in modo fondamentale la conservazione a lungo termine e l'eventuale rianimazione degli esseri umani a temperature criogeniche. Dal punto di vista scientifico, il degrado cellulare e i danni irreversibili dopo la morte sono causati principalmente da processi biochimici, dall'attività enzimatica e dalla decomposizione microbica. Il raffreddamento rapido e la somministrazione di crioprotettori bloccano efficacemente queste attività biochimiche e metaboliche distruttive. I progressi nelle scienze mediche e biologiche dimostrano costantemente una migliore comprensione e manipolazione della funzione cellulare, dei meccanismi di riparazione e del ripristino della vitalità dei tessuti dopo condizioni di conservazione estreme (gli esseri umani lo fanno da decenni, ad esempio attraverso la crioconservazione di sperma, ovuli umani ed embrioni). I moderni metodi di vitrificazione hanno già dimostrato di poter conservare e recuperare con successo tessuti e piccoli sistemi biologici. Pertanto, con il continuo progresso tecnologico, esiste una solida base scientifica a sostegno della fattibilità della biostasi. Storicamente, interventi medici un tempo ritenuti impossibili sono diventati pratica di routine grazie ai progressi tecnologici e scientifici. Ad esempio, alcuni decenni fa, il concetto di trapianto di cuore era visto con scetticismo, percepito come medicalmente improbabile o semplicemente impossibile. Oggi, i trapianti di cuore, così come quelli di altri organi vitali, sono procedure mediche standard e ampiamente accettate che salvano migliaia di vite ogni anno. Allo stesso modo, sebbene la biostasi possa attualmente essere vista con scetticismo, poggia su basi scientificamente plausibili. Gli ostacoli sono principalmente tecnici piuttosto che biologici, il che suggerisce che, con progressi sufficienti nella nanotecnologia, nella riparazione molecolare e nella medicina rigenerativa, il risveglio dalla crioconservazione potrebbe alla fine diventare non solo possibile, ma anche di routine. Un ampio corpus di sperimentazioni sostiene la crionica su base teorica. Non c'è alcuna indicazione che sia scientificamente impossibile rianimare qualcuno dalla conservazione. Piuttosto, la scienza non è ancora abbastanza avanzata. Ecco perché Tomorrow Biostasis l'EBF guidano e investono nella ricerca, nei test e nell'ingegneria all'avanguardia per accelerare il progresso.
Quando la materia organica viene mantenuta a temperature estremamente basse, può essere conservata per periodi di tempo molto, molto lunghi. Ma c'è un problema nel congelare un organismo in modo tradizionale: la sua struttura cellulare diventa vulnerabile a gravi danni causati dalla formazione di cristalli di ghiaccio all'interno delle cellule, il che può portare alla distruzione dell'intero organismo. Non congeliamo le persone, anche se le manteniamo a temperature incredibilmente basse. Le conserviamo invece utilizzando una procedura chiamata vitrificazione.

Il grafico qui sopra illustra meglio queste sfumature e, insieme alla citazione, mostra la logica utilizzata dai criogenisti per preservare la struttura del corpo, anche se la persona è già stata dichiarata morta. La morte clinica, ovvero la cessazione della circolazione sanguigna e della respirazione, è il primo passo. È potenzialmente reversibile tramite la rianimazione cardiopolmonare (RCP). È considerata “il primo passo”: a questo punto non c’è alcun deterioramento neurologico o fisiologico e il tessuto cellulare del corpo è ancora in uno stato di funzionalità generale. Poi arriva la morte legale e biologica: il momento dopo il quale il corpo può ancora avere alcune funzioni biologiche, ma ha subito una cessazione (attualmente) irreversibile delle funzioni circolatorie e respiratorie o di tutte le funzioni dell’intero cervello. Tieni presente che anche un secolo fa, ciò che oggi viene inteso come reversibile avrebbe avuto allora la stessa definizione. Il paziente viene quindi dichiarato “legalmente” morto, e questo è idealmente il momento in cui intervengono le squadre SST per preservare il paziente.