Economia della biostasi

Quanto costa la criopreservazione del corpo intero o del cervello

Le spese sono due: una quota associativa ricorrente e un pagamento una tantum per la criopreservazione. Vediamo quanto costano la criopreservazione del corpo intero e quella del solo cervello, perché la seconda opzione è molto meno cara e come si può finanziare la spesa.

A chi chiede quanto costa la criopreservazione viene spesso indicata un’unica cifra, molto elevata, senza ulteriori spiegazioni. La cifra è corretta, ma da sola non aiuta a capire come si compone la spesa.

In realtà, le voci di spesa sono due e hanno caratteristiche molto diverse: una è ricorrente, l’altra si paga una sola volta.

Vediamo quali sono queste due voci, che cosa comprendono i prezzi per il corpo intero e per il solo cervello e perché la seconda opzione costa molto meno.

A friendly piggy bank beside a few coins and a small blank calendar grid, showing a one-time cost and a recurring one
Occorre quindi distinguere tra la quota associativa ricorrente e il costo della criopreservazione, che si paga una sola volta.

Due voci di spesa, non una

La prima voce è la quota associativa: 50 euro al mese, 500 euro all’anno oppure 15.000 euro per l’adesione a vita.

L’adesione a vita non comporta una spesa aggiuntiva: i 15.000 euro versati vengono detratti dal costo della criopreservazione. Per il corpo intero restano quindi da versare 185.000 euro, per un totale complessivo di 200.000 euro.

La quota associativa finanzia la struttura operativa dell’organizzazione. Serve a finanziare la formazione e la reperibilità delle squadre di pronto intervento, la gestione del contratto e del piano di finanziamento e consente di accedere alle tariffe riservate ai soci.

La seconda voce è il costo della criopreservazione vera e propria: l’importo è dovuto una sola volta, al momento del decesso e non al momento dell’adesione.

È importante distinguere le due voci, perché la quota associativa e il costo della criopreservazione vengono spesso presentati come un unico impegno economico. La pagina dedicata alle quote associative illustra nel dettaglio la prima voce.

I due prezzi della criopreservazione

La criopreservazione del corpo intero costa 200.000 euro per i soci e 230.000 euro per chi non lo è.

La criopreservazione cerebrale costa 75.000 euro per i soci e 115.000 euro per chi non lo è.

Le fasi iniziali delle due procedure sono identiche: l’intervento sul posto, la stabilizzazione e la perfusione con agenti crioprotettori richiedono lo stesso lavoro.

I soci pagano meno perché, attraverso le quote associative, hanno già contribuito al finanziamento della struttura operativa. Chi aderisce soltanto in prossimità del decesso, invece, non ha contribuito negli anni precedenti al mantenimento della struttura operativa.

Il dettaglio di tutte le voci è disponibile nella pagina dedicata ai costi.

Perché la criopreservazione cerebrale costa meno

Il prezzo della criopreservazione comprende due componenti: la procedura iniziale e la successiva conservazione a lungo termine.

Nel caso del corpo intero, il prezzo comprende 80.000 euro per la procedura e 120.000 euro per la conservazione, per un totale di 200.000 euro.

Nel caso del solo cervello, il prezzo comprende 60.000 euro per la procedura e 15.000 euro per la conservazione, per un totale di 75.000 euro.

La differenza è relativamente contenuta per la procedura, che costa rispettivamente 80.000 e 60.000 euro, ma è molto più ampia per la conservazione, che costa 120.000 e 15.000 euro.

Le differenze di costo tra le due procedure riguardano soltanto quattro aspetti: il trasporto, il raffreddamento, il controllo di qualità e il personale impiegato in queste attività. I materiali, le operazioni di crioprotezione e l’impiego delle attrezzature hanno invece lo stesso costo in entrambi i casi.

Per la conservazione a lungo termine, invece, la differenza è molto più marcata. Un cervello occupa molto meno spazio di un corpo intero. Poiché il consumo di azoto liquido dipende dal volume da conservare, il divario di costo aumenta nel corso dei decenni.

La differenza di prezzo dipende quindi soprattutto dai costi di conservazione, non da una diversa qualità delle fasi iniziali della procedura.

La criopreservazione cerebrale si basa sull’ipotesi che l’identità personale dipenda soprattutto dalle informazioni conservate nella struttura del cervello, anziché dall’integrità dell’intero organismo. Se questa ipotesi si rivelasse infondata, verrebbe meno il presupposto su cui si basa l’opzione meno costosa.

I fondi destinati alla conservazione sono tenuti separati

Gli importi destinati alla conservazione, pari rispettivamente a 120.000 e 15.000 euro, non vengono versati a Tomorrow.bio, ma alla fondazione che gestisce la conservazione a lungo termine ed è giuridicamente distinta dalla società operativa.

La separazione serve a proteggere i fondi destinati alla conservazione dalle eventuali difficoltà economiche della società operativa.

Per lo stesso motivo, dopo la criopreservazione non sono previsti altri pagamenti: il costo della conservazione a lungo termine viene finanziato integralmente in anticipo.

I pazienti sono conservati in Svizzera, presso la struttura della European Biostasis Foundation, in contenitori Dewar ad azoto liquido.

Come si finanzia una spesa così alta

Poche persone dispongono subito di 200.000 euro; il piano di finanziamento, tuttavia, non presuppone che l’intera somma provenga dai risparmi personali.

La maggior parte dei soci ricorre a un’assicurazione temporanea caso morte (TCM) e indica l’organizzazione come beneficiaria, così che il capitale le venga versato direttamente senza confluire nell’asse ereditario.

Per chi aderisce in giovane età ed è in buona salute, il premio mensile può essere relativamente contenuto.

Poiché le polizze temporanee prevedono una durata prestabilita, la loro scadenza va considerata fin dall’inizio. Prima di scegliere, è importante capire la differenza tra una polizza temporanea caso morte e una polizza vita intera.

L’assicurazione non è l’unica possibilità: si può ricorrere anche ai risparmi personali, a disposizioni testamentarie o, ove opportuno, a un trust. Le diverse opzioni sono illustrate nella pagina dedicata.

Sconsigliamo invece di affidare il pagamento ai familiari, perché al momento del decesso potrebbero non disporre delle risorse necessarie o non rispettare le volontà dell’interessato.

Qualunque soluzione si scelga, il finanziamento deve essere organizzato per tempo. È quindi necessario provvedere per tempo sia alla quota associativa sia al finanziamento della criopreservazione, affinché al momento del decesso i fondi siano già disponibili.

Da che cosa dipende il costo

Il costo della criopreservazione è fisso. A variare è il costo del relativo finanziamento.

Il premio assicurativo dipende dall’età e dallo stato di salute: a parità di copertura tende ad aumentare con gli anni e, oltre determinate soglie di età o di rischio, le compagnie possono rifiutare la richiesta.

Sul prezzo incide anche l’iscrizione all’organizzazione: per i soci le tariffe sono di 200.000 euro anziché 230.000 per il corpo intero e di 75.000 euro anziché 115.000 per il solo cervello.

Sono previste quote ridotte per gli studenti e per le persone a basso reddito, poiché lo stesso importo può avere un peso molto diverso a seconda delle disponibilità economiche.

L’organizzazione dichiara di voler ridurre questi importi. Poiché molti costi legati alla conservazione, alle attrezzature e agli interventi sono fissi, un maggior numero di soci permetterebbe di ripartirli tra più persone.

Anche il momento dell’adesione conta: non si può tornare indietro con l’età né sempre intervenire sul proprio stato di salute, ma si può evitare di rimandare ancora. Aspettare fa salire il premio e riduce il numero di polizze ancora accessibili.

Ciò non toglie che la spesa resti considerevole e debba essere valutata sulla base di dati concreti.

Se il prezzo resta l’ostacolo principale, prima di decidere può essere utile capire meglio sia come si compongono i costi sia quanto la crionica sia economicamente accessibile.

In sintesi, la criopreservazione comporta di norma una quota associativa ricorrente e un finanziamento distinto, destinato alla procedura e alla conservazione. La criopreservazione cerebrale costa meno soprattutto perché richiede molto meno spazio di conservazione a lungo termine.

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