Argomenti, etica e idee sbagliate

La fallacia dei soli ultra ricchi

L'idea che la crioconservazione sia riservata solo ai miliardari del settore tecnologico è smentita dai numeri. Il vero ostacolo sono le priorità e le convinzioni, non il costo.

Se chiedi alla maggior parte delle persone chi si iscrive alla crionica, ti diranno che si tratta di miliardari del settore tecnologico e fondatori della Silicon Valley. È un’immagine ben definita, ma è sbagliata. Inoltre fa davvero male, perché dà alla gente un motivo per non guardare mai i numeri reali, che sono molto più comuni di quanto lo stereotipo lasci intendere. La convinzione che sia “solo per i ricchi” non ha tanto a che fare con i costi, quanto piuttosto con una comoda scusa per non affrontare un argomento scomodo.

un modesto salvadanaio e una piccola pila di monete accanto a un semplice calendario mensile, volutamente banale, invece che uno yacht o una villa
Costa più o meno quanto l'abbonamento a una palestra, è finanziato dall'assicurazione, non è un giocattolo per miliardari.

Quanto costa davvero

Da Tomorrow.bio, l’abbonamento costa 50 euro al mese a tariffa fissa a qualsiasi età, mentre è l’assicurazione sulla vita che finanzia la procedura ad aumentare di prezzo con l’età, riflettendo una semplice realtà attuariale. Questo fa sì che il costo ricorrente rientri nella stessa fascia di prezzo di un abbonamento in palestra o di un pacchetto di servizi di streaming. La cifra che salta all’occhio, circa 200.000 euro per la crioconservazione completa di tutto il corpo, compresi standby, il trasporto e la conservazione a lungo termine, è quella che spaventa la gente, ma quasi nessuno la paga in un’unica soluzione. Quella cifra si divide in due: circa 80.000 euro per la procedura in sé, che va standby dal trasporto fino alla crioprotezione, al raffreddamento e al controllo qualità, e 120.000 euro per la conservazione a lungo termine, gestita da una fondazione separata e investita in modo che siano i rendimenti, anziché il capitale, a coprire i costi di gestione. Il tutto è finanziato tramite un’assicurazione sulla vita. Un trentenne in buona salute potrebbe pagare dai 30 ai 60 euro al mese per una copertura adeguata, quindi l’impegno mensile totale spesso non supera i 100 euro.

Il segreto sta tutto nel modello assicurativo

È proprio questo il punto, perché l’assicurazione sulla vita è esattamente il meccanismo che da un secolo rende accessibili grandi cose alla gente comune. Non devi mettere da parte 200.000 euro; paghi piccoli premi regolari che, messi insieme, coprono l’intero importo. È la stessa struttura che permette alle famiglie della classe media di comprare casa grazie ai mutui e di gestire le spese sanitarie con l’assicurazione. Un insegnante, un’infermiera, un ingegnere o il titolare di una piccola impresa possono ottenere una copertura completa attraverso una normale pianificazione finanziaria. Non serve accumulare ricchezza, bastano un reddito stabile e la volontà di farlo.

Il confronto onesto

Metti il costo mensile alla pari con le cose per cui la gente spende senza definirsi “d’élite”. Rate dell’auto, budget per le vacanze, cene fuori, caffè di qualità, attrezzatura per gli hobby: molte famiglie destinano più di 75 euro al mese a una di queste voci. Una coppia che spende 300 euro al mese per mangiare fuori potrebbe destinare metà di quella cifra alla crioconservazione per entrambi. Ironia della sorte, la crioconservazione non è l’opzione più costosa per la fine della vita; spesso costa meno degli interventi medici convenzionali a cui le persone ricorrono nel loro ultimo anno di vita, senza mai definirli un lusso.

Vale anche la pena notare quanto la gente spenda già per mantenersi in vita e in salute: integratori, abbonamenti in palestra, cibo biologico, prodotti anti-età per la pelle, cure preventive. Nel complesso, si tratta di una spesa mensile notevole volta ad aggiungere anni di buona salute. La crioconservazione non fa altro che estendere lo stesso impulso più in là nel tempo. Se i miglioramenti marginali alla salute attuale giustificano una spesa continua, l’opzione di un futuro recupero non è certo un affare peggiore.

Il vero ostacolo non sono i soldi

I veri poveri, che vivono senza alcun margine economico, devono affrontare un ostacolo concreto, e sarebbe sbagliato fingere il contrario. Ma di solito non sono loro a tirare fuori l’obiezione del “troppo costoso”. La maggior parte delle persone che rifiutano la crionica per motivi di costo potrebbero permettersela con una modesta ridistribuzione delle risorse, e invece la rifiutano per un motivo diverso: la proposta non li convince, oppure la stranezza sociale supera l’interesse. È una scelta perfettamente legittima. Semplicemente, non si tratta di un problema di costi mascherato da tale.

È questa la funzione nascosta del luogo comune secondo cui la crionica è riservata solo ai super ricchi. Liquidare la crionica come troppo costosa è più facile che chiedersi se davvero credi che possa funzionare e se l’esistenza oltre la morte sia qualcosa a cui dai abbastanza valore da considerarla una priorità. Se sei convinto che sia plausibile e vuoi avere questa possibilità, trovare 75 euro al mese di solito è un problema risolvibile. Se invece non ne sei convinto, nessun prezzo ti sembrerebbe giustificato. L’ostacolo è la convinzione e la priorità, ed è utile essere onesti su quale delle due sia davvero determinante.

La crioconservazione costa meno di una rata dell’auto e più o meno quanto un abbonamento in palestra. Per la maggior parte delle persone, l’ostacolo non è il prezzo. Il punto è se credono che valga la pena cogliere questa opportunità.

Proprio come le prime auto, i computer e i viaggi in aereo, le costose novità di oggi tendono a diventare la normalità di domani, man mano che i sistemi si diffondono e una comunità contribuisce a sostenere le infrastrutture. Più persone considerano la conservazione un’opzione ragionevole, più diventa economica e comune per tutti quelli che verranno dopo di loro. Niente di tutto questo richiede che tu sia ricco. Richiede solo che tu decida a cosa dai davvero valore.

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